Il progetto mira a rafforzare l’inclusione delle persone rifugiate in Italia – consolidando il lavoro realizzato a partire dal 2021 attraverso il contributo dell’ 8×1000 dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai – estendendo l’intervento alle persone apolidi.
L’iniziativa si articola in due programmi:
- il Community Matching che promuove l’integrazione e la coesione sociale abbinando persone rifugiate, titolari di protezione temporanea e richiedenti asilo, a volontari locali. Attraverso relazioni basate su fiducia e sostegno reciproco, i rifugiati ricevono supporto per l’accesso a soluzioni abitative e lavorative, la conoscenza del territorio, della lingua e della cultura del Paese ospitante.
- Le Cliniche Legali per l’Apolidia che offrono, in collaborazione con una rete di università italiane, assistenza legale a persone apolidi garantendo loro l’accesso alle procedure di determinazione dello status e formando nuovi professionisti legali specializzati nel settore rafforzando le competenze legali degli studenti.
Il progetto negli anni
I programmi di community-matching, avviati in tutta Europa a partire dal 2015, sono stati documentati come una buona pratica per un’efficace integrazione dei rifugiati.
La prima sperimentazione italiana risale al 2021, resa possibile grazie al progetto “Spazi Comuni” – finanziato fin dal suo avvio attraverso i fondi 8×1000 dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai – che viene attuato in diversi comuni italiani con l’obiettivo di coinvolgere 50 rifugiati entro la fine dell’anno e 90 nella prima metà del 2022.
Nel 2022 viene avviato il progetto “Spazi Comuni per l’Ucraina” che coinvolge 5 comuni italiani e si propone di migliorare le prospettive di inclusione dei rifugiati ucraini.