Il progetto nasce in continuità con una vasta iniziativa già avviata da PEFC Italia e Rete Clima per mettere in sicurezza e rimboschire le aree montane colpite dalla tempesta Vaia, che tra il 26 e il 30 ottobre 2018 ha devastato ampie porzioni di boschi in Lombardia, Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia. Una delle zone più duramente interessate è stata quella del Col di Lana, dove ancora oggi giace molto legname a terra: una condizione che alimenta instabilità dei versanti e rischi idrogeologici.
Il progetto prevede la rimozione di parte di questo legname, destinandolo alla comunità locale anche attraverso una filiera solidale, e la successiva messa a dimora di nuovi alberi. L’obiettivo è quello di ricreare un bosco più resiliente rispetto alle formazioni pre-Vaia, capace di resistere meglio a eventi estremi e di favorire la biodiversità.
Oltre al recupero ambientale, l’iniziativa punta a rilanciare la fruizione turistica delle aree danneggiate, drasticamente ridotta dopo la tempesta a causa dell’impraticabilità dei sentieri. Verranno quindi realizzati percorsi che valorizzino il paesaggio e la natura circostante, trasformando questi luoghi in spazi di conoscenza, spiritualità e riflessione.
Il progetto si fonda su tre dimensioni di sostenibilità:
> Ambientale: puntando a ripristinare le aree danneggiate e creando una formazione forestale più adatta al territorio, contribuendo così alla lotta contro i cambiamenti climatici;
> Economica: coinvolgendo imprese boschive e artigiani locali, si generano lavoro e risorse utili a proseguire le attività di riforestazione;
> Sociale: grazie alla ripresa del turismo verranno raccontate la tempesta e il suo impatto devastante, l’influenza dei cambiamenti climatici e l’importanza di una gestione forestale sostenibile. Inoltre, l’affluenza turistica veicolata anche dai nuovi percorsi garantirà entrate economiche per alimentare la fragile economia montana.
La rinascita dei boschi distrutti da Vaia rappresenta così non solo un intervento ambientale, ma un vero momento di ripartenza per un territorio e una comunità che hanno vissuto sulla propria pelle le conseguenze del riscaldamento globale.