Il progetto risponde alla crisi umanitaria senza precedenti nella Striscia di Gaza, che ha colpito duramente minori e persone con disabilità, privandoli dei loro diritti fondamentali all’istruzione, alla protezione e al benessere psicosociale.
L’intervento prevede l’attivazione e il rafforzamento di spazi educativi temporanei sicuri, capaci di garantire ai bambini un ambiente protetto dove tornare ad apprendere, giocare e socializzare, nonostante la distruzione diffusa delle scuole.
Parallelamente, vengono sviluppati percorsi di supporto psicosociale che combinano approcci educativi, ricreativi e terapeutici: laboratori di espressione, attività musicali e ludiche, momenti di gioco e clownerie mirano a sostenere l’elaborazione del trauma, favorire la socializzazione e restituire ai bambini esperienze positive di crescita. Queste attività coinvolgono diverse fasce d’età e sono realizzate da educatori, psicologi e facilitatori locali già formati e operativi sul campo.
Una componente specifica è dedicata ai minori con disabilità e alle loro famiglie: attraverso un’équipe multidisciplinare, vengono forniti ausili e adattamenti personalizzati, consulenze tecniche e momenti di orientamento per aumentare l’autonomia e la partecipazione alle attività educative e sociali. L’uso innovativo della stampa 3D consente di produrre localmente dispositivi di assistenza, superando la scarsità di materiali e pezzi di ricambio.