Comunicato stampa – “Youth4Climate: Sparking Solutions”

La Soka Gakkai sostiene l’azione di UNDP e del Governo italiano. Alberto Aprea, Presidente dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, ha partecipato alla cerimonia conclusiva dell’evento “Youth4Climate: Sparking Solutions”, nel contesto dell’omonimo progetto – organizzato dal Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo – sostenuto dai fondi 8×1000.

La Soka Gakkai Italiana ha partecipato a “Youth4Climate: Sparking Solutions 2023”, l’iniziativa globale co-condotta da UNDP (Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Sostenibile) e Governo italiano, insieme ad altri partner strategici con lo scopo di costruire un ambiente inclusivo, sicuro e favorevole alla leadership dei giovani e alla loro cooperazione per un’azione comune sul clima. Quattro sono le aree tematiche di intervento del programma: educazione al clima, energia, alimentazione e agricoltura, sostenibilità urbana. 

All’iniziativa, che si è svolta a Roma dal 17 al 19 ottobre, hanno partecipato tra gli altri, anche centotrenta giovani under 30 provenienti da 63 Paesi. Numerose le sessioni di alto livello alla presenza dei piú alti vertici istituzionali internazionali e italiani. Nel corso della sessione conclusiva, che si è tenuta il 19 ottobre alla Casina di Piazza Madama, si è svolta la cerimonia di premiazione dei progetti di azione per il clima sostenuti dall’organizzazione internazionale. Erano presenti tra gli altri: l’Amministratore dell’UNDP Achim Steiner, il Vice Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani, il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, e i vertici delle Agenzie delle Nazioni Unite del polo romano. Il Presidente dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai Alberto Aprea ha partecipato all’evento con un breve saluto istituzionale.

“Nella prospettiva buddista, la specie umana non è la dominatrice del pianeta – afferma Alberto Aprea, Presidente dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai – l’universo è un’unica entità vivente in cui ogni singola forma di vita, l’ambiente che la circonda e tutti i fenomeni sono collegati in una rete di relazioni di interdipendenza e reciproco sostegno. Alla luce di ciò, avere cura dell’ambiente equivale ad avere cura della vita stessa”.

Coerentemente con questa visione, nel 2024 la Soka Gakkai – all’interno della campagna “Cambio Io Cambia il Mondo” – promuove in tutta Italia una mostra con l’obiettivo di sensibilizzare le coscienze sulla necessità di agire, ora, per la lotta ai cambiamenti climatici. Dal 1983, ogni 26 gennaio, giorno della fondazione della Soka Gakkai Internazionale, Daisaku Ikeda invia una “Proposta di Pace” alle Nazioni Unite e a personalità di tutto il mondo in cui esamina i problemi più urgenti che l’umanità si trova ad affrontare, mettendo in luce, oltre alle soluzioni pratiche, i principi filosofici che possono sostenere un cambiamento radicale. In particolare, alla COP27 dello scorso anno, la SGI ha contribuito all’organizzazione di un evento collaterale ufficiale dal titolo “Giovani e Fede”, in collaborazione con un’organizzazione giovanile cattolica africana. La Soka Gakkai italiana ha deciso di sostenere Youth4Climate e contribuire ad aumentare il numero dei progetti vincitori del bando attraverso i fondi dell’8×1000, permettendo così a un maggior numero di giovani di ricevere un contributo economico.

Trovare soluzioni per proteggere i diritti umani

Abbiamo intervistato alcune delle persone più direttamente coinvolte nella realizzazione della mostra “La memoria degli oggetti”, allestita presso il Memoriale della Shoah di Milano e finanziata grazie ai fondi 8×1000 dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai. La mostra ha l’obiettivo di creare occasioni di dialogo e di mantenere viva la memoria dei naufraghi del 3 ottobre 2013 attraverso gli oggetti personali e le fotografie recuperati dopo il naufragio.

Presidente Associazione Carta di Roma, Valerio Cataldi

Com’è nata l’Associazione Carta di Roma e con quale intento?

La Carta di Roma è un codice deontologico scritto nel 2011, adottato dall’Ordine dei Giornalisti e dalla Federazione della Stampa Italiana. È un decalogo per aiutare a trovare le parole giuste per parlare di immigrazione, di rifugiati e richiedenti asilo. Perché le parole danno forma alle cose e possono stravolgere la realtà dei fatti. La percezione che i cittadini hanno di eventi come le migrazioni è calibrata dalle parole che ascoltano in televisione o leggono sui giornali.
Il nostro obiettivo è quello di aiutare i giornalisti a capire l’importanza delle parole per raccontare un fenomeno che è molto complesso, ed essendo il codice della Carta vincolante, supportarli nell’uso di parole giuridicamente appropriate.

In base alla sua esperienza di giornalista e comunicatore, che cosa manca ancora per riuscire a dar voce ai richiedenti asilo, ai rifugiati, alle minoranze e ai loro diritti? 

Nel racconto giornalistico non troviamo la migrazione, la fuga delle persone che scappano dalla guerra, dalla fame o da eventi climatici avversi… spesso manca la voce di queste persone. Sostanzialmente accade che parliamo tra di noi, non ci fermiamo a capire le ragioni della fuga o le difficoltà del viaggio, gli obiettivi e la destinazione che ognuno di loro si prefigge.
Annualmente facciamo un rapporto che racconta lo stato dell’informazione e ogni anno rileviamo che solo il 7% dell’informazione globale su questo tema è affidata alle parole dei protagonisti.
Nella narrazione giornalistica sul tema, se non ci si ferma ad ascoltare i protagonisti, il rischio è di parlare solo tra noi, focalizzarci troppo sulla nostra visione che è influenzata da aspettative e paure.  
Il contributo dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai è stato centrale per la creazione di una mostra, organizzata all’interno del Memoriale della Shoah di Milano, un luogo molto significativo, che espone gli oggetti appartenuti ai naufraghi di Lampedusa del 3 ottobre 2013. Una tragedia in cui hanno perso la vita 368 persone che ha richiamato l’attenzione dell’opinione pubblica mondiale sui naufragi nel Mar Mediterraneo. Sin dall’inizio con l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai è stato fondamentale avere uno scambio e un arricchimento continuo rispetto ai contenuti di ciò che voleva essere il messaggio che volevamo lanciare insieme con l’occasione della mostra.

Presidente Associazione Culturale Zona, Giulia Tornari

Il 26 settembre è stata inaugurata la mostra commemorativa degli oggetti appartenuti ai naufraghi del 3 ottobre 2013 presso il Memoriale della Shoah di Milano. Come nasce e quali obiettivi ha?

L’idea della mostra nasce una sera a Roma, quando ci siamo incontrati davanti a una birra con Valerio Cataldi. Mi ha raccontato che aveva degli oggetti appartenuti ai naufraghi di Lampedusa del 3 ottobre 2013, e che li utilizzava per sensibilizzare le scuole riguardo alla tragedia dei naufragi nel Mar Mediterraneo. 
A breve sarebbe ricorso il decimo anniversario da quel 3 ottobre, e ci siamo trovati d’accordo sul fare qualcosa. Valerio si era confrontato anche con Vera Vigevani, che ha avuto l’idea di organizzare una mostra al Memoriale della Shoah di Milano. Lei è sopravvissuta all’Olocausto ed è una delle fondatrici delle Madri di Plaza de Mayo, perché ha perso una figlia durante la dittatura in Argentina. Una donna con un passato così tragico ha avuto l’intuizione di collegare un luogo come il Memoriale alla tragedia odierna dei migranti.
Divenne chiaro che l’obiettivo condiviso era quello di sensibilizzare l’opinione pubblica attraverso gli oggetti, che hanno un grande potenziale, perché sono oggetti che potrebbero appartenere a noi, come anelli, catenine, quaderni, passaporti, ecc. 
Mi occupo di fotografia e ho pensato che sarebbe stato importante documentare gli oggetti per creare un archivio visivo. 
Per realizzare le fotografie ho coinvolto Karim El Maktafi, fotografo italo-marocchino che nei suoi lavori si è occupato a lungo del tema della migrazione, legato alla sua storia. Avevamo da tempo pensato di fare qualcosa insieme e questo mi sembrava il progetto ideale. Vedendo le sue fotografie si capisce il tipo di sensibilità e di approccio che Karim ha avuto rispetto al tema, molto difficile da trattare.
Oltre all’esposizione degli oggetti di Lampedusa abbiamo deciso di rappresentare anche i soccorritori, coloro che hanno dato la loro disponibilità e il loro tempo per salvare queste persone. 
La fotografia può essere veicolata in tante vie digitali ed è uno strumento, un mezzo per portare maggiore attenzione su questi oggetti che sono corpi di reato. 
Alla mostra sono fruibili dei video con le testimonianze e la ricostruzione storica degli eventi del naufragio del 3 ottobre.Ovviamente questo è un primo capitolo, noi continueremo il progetto con la speranza di ampliare con altri contributi. 

Testimonianza di Adal Neguse, rifugiato eritreo

La mostra La memoria degli oggetti significa molto per me perché ho perso mio fratello in questa tragedia dieci anni fa. 
Quando parliamo di questi eventi tragici, parliamo spesso di numeri… 300 o 400 morti.
Ciò che la mostra trasmette ai visitatori è una prospettiva diversa, vedere gli oggetti che le vittime avevano con loro al momento del naufragio ci avvicina al fatto che anche loro erano esseri umani come noi. 
Vorrei incoraggiare i giovani a trovare delle soluzioni per proteggere i diritti umani. È molto importante affrontare questo tema oggi, perché il mondo è pieno di miseria, ci sono molte persone rifugiate; è responsabilità di tutti fare la propria parte per renderlo un posto migliore in cui vivere. 
Vorrei incoraggiare i giovani a trovare il coraggio di uscire e combattere una “buona battaglia”, ad avere un impatto positivo sull’atteggiamento delle altre persone. 
Forse qualcuno può pensare che la propria voce non sia così importante o che non può fare niente se è da solo. Ma ricordiamoci sempre che non siamo soli, siamo in tanti a lottare. E se aggiungiamo anche la nostra voce, diventiamo ancora più forti. Non siete soli! Uscite e combattete!

La Soka Gakkai italiana a Lampedusa con il progetto “A Europe of Rights”

Dal 30 settembre al 3 ottobre 2023, in occasione del decennale della strage del 3 ottobre 2013 e della Giornata della Memoria e dell’Accoglienza, si sono svolte a Lampedusa le attività del progetto “A Europe of Rights”, organizzato dal Comitato 3 ottobre grazie al contributo dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai attraverso i fondi 8×1000.

Le attività del progetto “A Europe of Rights” hanno visto come protagonisti studenti e studentesse di scuole superiori italiane ed europee. Nel corso della 4 giorni si sono tenuti workshop, commemorazioni, tavole rotonde, mostre e spettacoli a cui hanno partecipato 36 scuole superiori da 8 Paesi dell’Unione Europea, 7 organizzazioni non governative e 2 agenzie delle Nazioni Unite.

L’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, felice di sostenere il progetto “A Europe of Rights” in un momento così significativo, ha preso parte alle iniziative di Lampedusa 2023, partecipando in particolare alla tavola rotonda di apertura #10 anni di indifferenza. Chiara De Paoli, per l’Ufficio 8×1000, ha ricordato l’impegno quotidiano della Soka Gakkai nel dare valore alla dignità della vita di ogni singola persona senza lasciare indietro nessuno, sottolineando quindi l’importanza cruciale di sollecitare la memoria delle esperienze umane. Il progetto “A Europe of Rights” è coerente con questo intento. Il coinvolgimento diretto di giovani studenti e studentesse permette loro di creare legami di amicizia e di entrare in contatto con le storie e le testimonianze delle vittime di queste tragedie, trasformando così la memoria in azione concreta per scrivere un nuovo futuro.

L’evento ha infatti offerto ai giovani presenti numerose opportunità di riflessione e approfondimento sui temi della memoria e delle migrazioni. 

L’obiettivo raggiunto è stato quello di stimolare le nuove generazioni a diventare agenti di cambiamento duraturo attraverso il dialogo e la condivisione di buone prassi per contrastare intolleranza, razzismo e discriminazione, favorendo processi d’inclusione e inserimento sociale delle persone migranti attraverso la costruzione di una cultura dell’accoglienza e della solidarietà.

In corso a Milano la mostra “La memoria degli oggetti”

Il 26 settembre 2023 è stata inaugurata a Milano, presso il Memoriale della Shoah, la mostra “La memoria degli oggetti. Lampedusa, 3 ottobre 2013. Dieci anni dopo”, realizzata dall’Associazione Carta di Roma grazie al contributo dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai attraverso i fondi 8×1000. La mostra sarà visitabile fino al 31 ottobre 2023.

La mostra “La memoria degli oggetti. Lampedusa, 3 ottobre 2013. Dieci anni dopo” è stata realizzata in occasione del decimo anniversario del tragico naufragio del 3 ottobre 2013: quel giorno, un vecchio peschereccio con oltre 500 rifugiati eritrei a bordo naufragò al largo dell’isola di Lampedusa, causando la morte di 368 persone. I loro corpi divennero visibili al mondo intero, scatenando una reazione emotiva enorme nell’opinione pubblica internazionale. 

Gli oggetti appartenuti ai naufraghi del 3 ottobre vennero repertati dalla squadra mobile di Agrigento e mostrati ai familiari degli eritrei scomparsi nella speranza di identificare i corpi. Nel 2015, la Corte di Appello di Palermo ha affidato tali oggetti in custodia all’inviato RAI, nonché Presidente di Carta di Roma, Valerio Cataldi. I superstiti ed i familiari delle vittime hanno accolto la proposta di esporre gli oggetti in eventi che avessero l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini italiani ed europei sul tema delle migrazioni e dell’asilo politico. 

Presentata negli spazi del Memoriale della Shoah, luogo simbolo della memoria, la mostra La memoria degli oggetti comprende gli oggetti e le foto appartenuti ai migranti, i ritratti dei soccorritori, di alcuni sopravvissuti e dei parenti delle vittime. Arricchiscono l’esposizione le registrazioni audio dei primi che prestarono soccorso, i servizi televisivi e i video di quei drammatici momenti.

L’intento della mostra è infatti quello di contribuire alla costruzione di una memoria condivisa e collettiva, sollevando al contempo questioni cruciali sui diritti umani e sul valore della vita.

La mostra sarà visitabile fino al 31 ottobre 2023, l’accesso è incluso nel biglietto d’ingresso al Memoriale. Il Memoriale è aperto dal lunedì alla domenica dalle 10:00 alle 16:00 (chiuso il venerdì). Apertura straordinaria ultimo venerdì del mese con ingresso gratuito dalle 10:00 alle 18:00.

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