Un continente dalle enormi potenzialità

Nell’ambito del progetto “Energia solare in Mozambico” promosso da AVSI e finanziato con i fondi 8×1000 dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, abbiamo intervistato Francesca Oliva esperta di AVSI per l’accesso all’energia. Il progetto mira a favorire lo sviluppo economico delle popolazioni rurali in Mozambico attraverso l’accesso all’energia rinnovabile.

Il Mozambico è uno dei paesi più poveri del mondo. L’energia è il mezzo per sviluppare sostenibilità economica, ambientale e sociale. Potrebbe descriverci la situazione attuale soprattutto per quanto riguarda l’accesso all’energia da parte popolazione e quali sono le maggiori difficoltà da superare?

In Africa circa 600 milioni di persone non hanno accesso all’energia. Il Mozambico è uno dei paesi dove la percentuale di persone che ha accesso all’energia elettrica è molto bassa e l’obiettivo statale di raggiungere il 100% delle persone entro il 2030 è molto lontano. Adesso siamo al 40% nelle città e circa al 4% nelle zone rurali.
Il Ministero dell’energia ha pianificato un’accelerazione nel processo di estensione della rete nazionale elettrica; tuttavia, l’accesso all’energia avverrà anche attraverso sistemi che chiamiamo off grid (lontani dalla rete nazionale). Rientrano in questa categoria: i sistemi solari domestici che sono dei sistemi comprendenti pannelli e batterie che si installano sui tetti delle case e danno possibilità di avere delle luci e delle prese per la carica di piccolissimi elettrodomestici, le mini reti che possono dare elettricità a un villaggio intero e altri sistemi che possono dare elettricità a delle attività produttive.
La rete nazionale difficilmente arriverà a coprire l’intera superficie del Mozambico prima del 2030, per tale ragione il progetto finanziato con i fondi 8×1000 della Soka Gakkai che si concentra su queste tecnologie off grid è molto importante.
Fra le maggiori difficoltà all’accesso di energia c’è sicuramente un’assenza di capitali, il bisogno di infrastrutture costose, materiali e macchinari; la stessa rete nazionale non viene estesa per mancanza di soldi e anche perché il Mozambico è molto grande.
Esistono sul mercato le tecnologie off grid ma per le famiglie è costoso accedervi e le priorità per loro sono altre come l’alimentazione, l’educazione e le spese sanitarie. È difficile che si scelga di acquistare un sistema di questo tipo.
Sono in corso di approvazione leggi che permettono al sistema privato e alle aziende di poter investire nel settore dell’energia e vendere l’elettricità. Ci si aspetta che così facendo si riesca a raggiungere più velocemente l’obiettivo della piena elettrificazione.

Il Mozambico è lo stato africano con i minori investimenti in energie rinnovabili. In cosa consiste il progetto “Accesso a fonti di energia solare per Mpaca-Cabo Delgado, Mozambico”?

Grazie al progetto finanziato dall’Istituto Buddista Soka Gakkai è stato possibile realizzare una serie di interventi integrati per l’accesso all’energia elettrica in una zona molto isolata che tra l’altro purtroppo è stata interessata recentemente da attacchi terroristici… Si tratta di Mpaca-Cabo Delgado, un villaggio abbastanza grande dove ci sono svariate attività agricole.
AVSI aveva già costruito una mini-rete che porta l’elettricità alla maggior parte del villaggio ma restavano escluse diverse famiglie. Con il progetto 185 famiglie hanno potuto ricevere sistemi solari domestici per avere l’elettricità durante tutto il giorno, utilizzare piccoli elettrodomestici e la luce di notte… una cosa che non era possibile prima. Creiamo uno scambio e un dialogo con le famiglie che ricevono questi strumenti perché è importante che i beneficiari mostrino una motivazione a volerli installare e utilizzare.
Il progetto ha supportato anche l’avvio di attività economiche a favore di quindici imprenditori e imprenditrici, che sono stati selezionati tra sessanta proposte, in base a motivazione, capacità e utilità della loro attività per tutta la comunità.
Una terza componente del progetto è stata mettere ancora più in sicurezza e rendere più performante la rete già esistente, aggiungendo un parafulmine per tutta la rete. Sono state installate anche le luci pubbliche notturne, aumentando la sicurezza nella zona.
In futuro sarà possibile integrare la rete nazionale con tutti questi sistemi senza dispersione di generazione.

Il progetto riguarda sia la formazione all’imprenditorialità e la gestione d’impresa, sia l’accesso alla microfinanza e a forme di risparmio e microcredito al fine di sostenere la creazione di piccole imprese da parte di donne e giovani nella zona. Può condividere qualche testimonianza?

Portare l’elettricità in un villaggio non genera automaticamente un impatto, il fatto di non avere formazione oppure elettrodomestici e macchinari da utilizzare, rappresenta un ostacolo.
In Mozambico c’è una scarsità di microfinanza e di meccanismi comunitari di risparmio per tale ragione il progetto promuove dei gruppi di risparmio formati attraverso una metodologia consolidata dal ‘92.
Il sistema prevede che un gruppo di persone inserisca dentro una cassetta i propri risparmi, cassetta che viene aperta soltanto dopo 9/12 mesi.
Durante questi mesi è possibile per i membri, a turno, prendere delle somme in prestito per iniziare un’attività produttiva, pagare le tasse scolastiche, delle emergenze, somme che però devono restituire con un interesse stabilito dal gruppo. Quindi alla fine dei nove mesi ci sono più soldi dentro la cassetta da ridistribuire tra i partecipanti.
Tendenzialmente supportiamo le persone a utilizzare quel denaro per iniziare delle attività che poi creino una sostenibilità successiva nella generazione di un reddito. Sono stati coinvolti a oggi circa 300 risparmiatori, ognuno con le rispettive famiglie. Inoltre, formiamo delle persone che formeranno a loro volta altri gruppi di risparmio.
Laura ad esempio, è una ragazza che è stata formata per creare dei gruppi di risparmio e oltre ad avere un maggiore reddito ha ottenuto il riconoscimento nella comunità per le competenze che ha sviluppato. Per le persone più povere ed emarginate avere un ruolo nella comunità è molto importante.
Armando invece è stato uno dei beneficiari della formazione all’imprenditorialità. Aveva già un piccolo negozio dove vendeva cibo di prima necessità, sapone, farina, ecc. Ha ottenuto un refrigeratore attraverso il quale adesso può vendere delle bevande e conservare gli alimenti agricoli di zona. Ha anche acquistato un televisore con cui farà attività di cinema, karaoke e intrattenimento con cui offre un servizio alla comunità.

Il presidente della Soka Gakkai Internazionale, Daisaku Ikeda, parla dell’Africa come il continente del XXI secolo, individuando la necessità di far sì che possa manifestare tutto il suo potenziale e curare le ferite inferte anche dai paesi più sviluppati per interi secoli. Cosa significa per voi stare al fianco delle persone incoraggiando il loro empowerment?

Siamo perfettamente d’accordo con questa visione, l’Africa ha un enorme potenziale. Purtroppo, ciò che arriva attraverso la televisione e le informazioni, soprattutto in Italia, è il contrario: un continente pieno di disperazione, povertà e disgrazie.
Ci sono tanti giovani ed energie nuove; guardando all’ambito dell’imprenditorialità troviamo tantissime start up e giovani che danno avvio ad attività economiche. C’è un tasso di imprenditorialità elevatissimo che in Italia ci sogniamo.
Ci sono fondi d’investimento che si stanno interessando sempre più all’Africa, che spesso finanziano iniziative innovative ideate totalmente a livello locale, a dimostrazione che le soluzioni per lo sviluppo del continente si possono trovare nel continente stesso e non solo nel trasferimento tecnologico dall’occidente.
Questa è un’altra cosa che non ci stancheremo mai di dire: Ci sono soluzioni che devono essere pensate per un continente diverso dal nostro, dove lo sviluppo non necessariamente seguirà il corso del nostro sviluppo e dove ci sono tutti i mezzi, le conoscenze e anche le tecnologie per poter creare prodotti e servizi che vadano bene per quelle popolazioni.
Questo sta avvenendo. Noi vediamo tanta energia, tanta potenzialità di sviluppo. Molte si stanno già manifestando, si tratta solo di volerle guardare.

 

Comunicato Stampa — Impegnato un milione di euro per progetti a protezione dell’ambiente

Giornata mondiale per l’ambiente: l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai impegna un milione di euro per progetti a protezione dell’ambiente. Oltre un milione già erogato nel 2021 e 2022. Lanciata la campagna “Cambio io cambia il mondo”.

In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, per ribadire il suo impegno a favore dell’ambiente, l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai per il 2023 ha deciso di annunciare che destinerà un milione di euro, nell’ambito della programmazione dei fondi dell’8×1000, a iniziative legate all’area ambiente. Cifra che si aggiunge agli 1.7 milioni di euro (sempre dei fondi 8×1000), erogati nelle campagne 2021 e 2022 per progetti sull’ambiente.

In occasione di questa giornata mondiale, l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai rilancia il suo impegno a promuovere in ogni persona la consapevolezza di essere agenti di cambiamento nell’affrontare sfide come i mutamenti climatici e la protezione dell’ambiente.
Tutto questo nella profonda consapevolezza che il futuro che desideriamo può essere realizzato solo quando c’è una comprensione personale profonda del fatto che siamo noi stessi a dover tradurre in azioni concrete i valori di sostenibilità e preservazione del nostro pianeta.

Sostenendo il valore dell’umanesimo buddista come principio ispiratore, l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai ha destinato i fondi dell’8×1000 a sostenere attività sociali e umanitarie nelle principali aree di intervento: i diritti umani, l’educazione, l’ambiente, la cultura e la ricerca. Queste aree, strettamente interconnesse, riflettono l’impegno dell’associazione nel rispetto per la dignità della vita in ogni sua forma.

Come ribadito dal maestro Daisaku Ikeda, presidente della Soka Gakkai Internazionale, é importante che ogni individuo sia incoraggiato a nutrire un senso di leadership capace di generare onde di cambiamento in seno alle nostre comunità e società. Solo allora potremo realizzare l’obiettivo di una società globale sostenibile in cui sia riconosciuta suprema importanza alla dignità innata della vita.

I progetti sull’ambiente promossi dall’associazione sono diversificati e mirano a raggiungere obiettivi significativi. Il progetto “Climate Change? Claim the Change!” promosso dalla Fondazione ACRA si propone di promuovere una scuola più inclusiva e consapevole delle dinamiche globali, ripensandola nel contesto post emergenza Covid-19. E con “Agiamo per cambiare!” sempre in collaborazione con la Fondazione ACRA, si mira a rafforzare la coscienza ambientale delle giovani generazioni. “Il verde in città” si propone di rigenerare aree verdi in disuso per trasformarle in spazi pubblici a beneficio dei cittadini di Bologna. “ALL – Agro Living Lab Ponticelli” punta a creare nuovi spazi verdi di inclusione, condivisione e cittadinanza attiva in Campania.

Un altro progetto, “AGES – Agroforesta Ecologica Sociale”, si concentra sull’implementazione di un sistema agroforestale su terreni confiscati alla criminalità organizzata. “Giovani NEET per la sostenibilità” in collaborazione con l’Associazione Salam, promuove la partecipazione dei giovani in ambiti sociali e lavorativi legati alla sostenibilità.

L’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai si impegna anche in progetti internazionali, come “Fotovoltaico sostenibile in Burundi” per garantire alle comunità locali l’accesso all’energia e all’acqua potabile, e “Energia solare in Mozambico” per favorire lo sviluppo economico delle popolazioni rurali in Africa attraverso l’accesso all’energia rinnovabile.

Inoltre, il progetto “Ancora natura per il Col di Lana” si propone di ricostruire la foresta distrutta dalla tempesta Vaia, un simbolo dei danni causati dal riscaldamento globale in Italia.

Altri progetti comprendono “Da discarica a bosco urbano” per bonificare e restituire ai cittadini il parco regionale di Aguzzano, “Habitat”, nel salernitano, per costruire un luogo innovativo ed inclusivo attraverso il recupero di terreni abbandonati.

Infine, l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai ha realizzato la campagna “Cambio io, cambia il mondo: pensare globalmente, cambiare interiormente, agire localmente” che ha come obiettivo la trasformazione individuale per realizzare azioni nella propria comunità che portino a un impegno in prima persona sulle grandi sfide del nostro tempo come, appunto, la crisi climatica, in linea con gli obiettivi per lo sviluppo sostenibile dell’agenda ONU 2030.

Per ulteriori informazioni sui progetti dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai e sulle iniziative in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente: https://ottopermille.sokagakkai.it/

Campagna Cambio io Cambia il mondo: https://www.ereditadellavita.it/

Contatti per i media:
ufficio.stampa@sgi-italia.org

Puoi destinare il tuo 8×1000 all’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai

È possibile destinare l’8×1000 dell’IRPEF all’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, come previsto dall’art. 18 L. 130/2016, con apposita sottoscrizione nella dichiarazione dei redditi (Certificazione Unica, Modello 730 o Modello Unico). 
Nella sezione dedicata alla scelta del destinatario del proprio 8×1000, è sufficiente selezionare la casella corrispondente; non viene richiesto il codice fiscale del destinatario.

Abbracciando il valore dell’umanesimo buddista come principio ispiratore, l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, in coerenza con la delibera del Consiglio Nazionale del 2 ottobre 2016, ha deciso di destinare l’8×1000 a sostegno di attività sociali e umanitarie.

Sulla base degli indirizzi di programmazione per l’utilizzo dei fondi 8×1000 del 2023, le aree di intervento su cui verranno orientati lo sviluppo e il finanziamento dei nuovi progetti sono: Diritti Umani, Educazione, Ambiente e Cultura.

Mantenendo una forte attenzione ai princìpi guida della Soka Gakkai, sono stati individuati come obiettivi prioritari l’educazione ai diritti umani, la tutela dell’ambiente e il disarmo, con particolare attenzione alle fasce sociali più fragili e alla creazione di reti di solidarietà.

ACRA – “Climate Change? Claim the Change!”

Riportiamo i risultati e alcune testimonianze riguardo al progetto “Climate Change? Claim the Change!” che la fondazione ACRA ha realizzato tra il 2021 e il 2022, finanziato con i fondi 8×1000 dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai.

Da poco si è concluso il progetto “Climate Change? Claim the Change!” gestito da fondazione ACRA e finanziato con i fondi 8×1000 dell’Istituto, finalizzato a incoraggiare i comportamenti che contrastano il cambiamento climatico partendo dall’educazione e dall’empowerment dei giovani e della comunità educante.
Più di 90 docenti hanno partecipato ai corsi di formazione con l’obiettivo di acquisire strumenti efficaci con cui affrontare in classe il tema della tutela ambientale e della responsabilità individuale.
Inoltre, 1600 alunni hanno preso parte attivamente a laboratori nella scuola primaria e secondaria di primo grado in otto regioni italiane.

Nel contesto educativo extrascolastico il progetto ha visto l’organizzazione di quattro campus residenziali e semiresidenziali, sui temi del cambiamento climatico che hanno accolto 90 giovani provenienti da diverse regioni italiane. Le metodologie educative utilizzate maggiormente sono state: l’outdoor education, il teatro, il cinema, la narrazione, il disegno e lo sport.

In tutta Italia si sono attivate azioni locali per contrastare il cambiamento climatico che hanno coinvolto attivamente 13 associazioni giovanili in venti comuni italiani.
Tra le iniziative portate avanti nell’ambito del progetto, il 20 settembre si è tenuta la premiazione dei cortometraggi realizzati da giovani under 25 sul tema della sostenibilità ambientale, tenuto durante il Festival del Cinema di Orvieto, a cui hanno partecipato alcune rappresentanti dell’IBISG (vedi NR, 777, 21).

Di seguito riportiamo alcune testimonianze di beneficiari e formatori che sono stati i protagonisti delle iniziative da cui emerge il grande valore di questi interventi.
Come afferma Sara Marazzini, responsabile dei progetti ACRA in Italia e in Europa: «Il nostro obiettivo è far comprendere come ogni nostra scelta qui e ora ha una relazione diretta con tutto quello che accade altrove, su dinamiche ambientali, migrazioni… Con i nostri interventi vogliamo favorire un senso di comunità che va oltre i confini e riconosca una comune appartenenza a una casa comune» (NR, 738, 15).

Testimonianze
I diari dalle regioni: testimonianze dalle varie iniziative di ACRA

In Umbria

…a Gubbio
«Ad aprile siamo stati con la nostra classe alla scoperta della natura, per conoscere i lavori dell’orto, le erbe aromatiche e gli animali della fattoria! Abbiamo capito che la natura va conosciuta a fondo per essere amata e protetta! Abbiamo capito che fare la raccolta differenziata può essere anche divertente».
Alunna della scuola primaria Montessori di Gubbio

… a Spoleto
«Abbiamo guanti e pinze per pulire i sentieri. Così non dobbiamo chinarci e toccare gli oggetti con le mani. A fine giornata abbiamo raccolto due sacchi di rifiuti! Ho capito che chiunque può fare la differenza, partendo da piccole e semplici azioni di cura e attenzione per l’ambiente che ci circonda!».
I ragazzi della Cooperativa Il Cerchio che hanno partecipato a una giornata di cittadinanza attiva per ripulire i sentieri delle montagne spoletine in collaborazione col CAI di Spoleto

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