Preavviso di pubblicazione bandi

La domanda di partecipazione potrà essere inoltrata unicamente tramite la piattaforma gestionale online dell’IBISG a partire dall’8 settembre 2023

Dopo aver effettuato l’iscrizione alla piattaforma è necessario compilare l’area anagrafica. Una volta attivata l’anagrafica, il sistema permette l’accesso ai bandi. Ai bandi è possibile candidarsi accedendo al modulo per la presentazione delle proposte progettuali e a tutti i modelli utili. Ogni soggetto proponente o capofila può presentare un’unica proposta progettuale all’interno dell’area di intervento “Ambiente”.

 

Con i fondi 2023 dell’8×1000, l’IBISG – Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai si propone di contribuire attivamente al conseguimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per uno sviluppo sostenibile, equo e inclusivo, in cui le tre dimensioni ambientale, economica e sociale siano viste e affrontate olisticamente, in accordo con l’aspirazione buddista alla creazione di valore, alla crescita della consapevolezza e dell’empowerment individuale, al fine di realizzare un grande cambiamento nel mondo.

Bando “Azioni per l’empowerment climatico”


Area di intervento
Il presente Bando intende sostenere iniziative che dovranno perseguire gli obiettivi individuati all’interno dell’area di intervento “Ambiente”, intesa come Educazione alla promozione di uno sviluppo sostenibile, equo e inclusivo, e alla creazione di una società capace di proteggere i diritti umani delle generazioni presenti e future.

Finalità
L’Accordo di Parigi si basa sulla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), riunendo tutte le nazioni in una causa comune per ridurre rapidamente le emissioni di gas serra e per rafforzare la capacità dei Paesi di costruire la resilienza e adattarsi agli impatti dei cambiamenti climatici, anche garantendo un adeguato sostegno ai Paesi del Sud globale.
All’interno dell’UNFCCC, il filone ACE (Action for Climate Empowerment) si concentra sull’educazione, la formazione e la sensibilizzazione sui cambiamenti climatici. In questo processo, cerca anche di spostare l’attenzione delle strategie climatiche verso i gruppi che sono spesso sottorappresentati, con un’enfasi particolare al coinvolgimento dei giovani, e con l’obiettivo di dare a tutti i membri della società la possibilità di impegnarsi nell’azione per il clima.
Nella individuazione degli obiettivi del seguente Bando, l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai si è ispirato agli obiettivi 4, 13 e 16 dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile (SDG), facenti esplicito riferimento agli aspetti formativi, informativi e partecipativi ai quali l’agenda ACE è strettamente collegata.

Obiettivo generale
Il bando ha come obiettivo quello di sostenere interventi di educazione, formazione e sensibilizzazione sul tema dei cambiamenti climatici, al fine di contribuire attivamente alla lotta al cambiamento climatico attraverso il supporto all’implementazione dell’Accordo di Parigi, con particolare riferimento al filone denominato “Action for Climate Empowerment” (ACE), il cui scopo è quello di mettere in grado tutti i membri della società di impegnarsi nell’azione per il clima.

Destinatari finali
I progetti presentati dovranno avere come destinatari finali delle attività tutti i membri della società civile ed in particolare i giovani.

Area geografica interessata
Unione Europea

Tipologia di richiedenti ammissibili
Il Bando si rivolge alle realtà che intendano sviluppare una proposta progettuale coerente con i principi ispiratori dell’IBISG e gli obiettivi specifici dell’area d’intervento cui è rivolto. I soggetti ammissibili potranno presentare un progetto sia singolarmente, che in associazione/partenariato con altri soggetti.
I soggetti proponenti o capofila dovranno essere organizzazioni senza scopo di lucro e/o imprese sociali aventi una delle seguenti forme giuridiche:

  • Società in accomandita per azioni;
  • Società cooperativa a responsabilità limitata;
  • Società per azioni;
  • Società a responsabilità limitata;
  • Società a responsabilità limitata specificata;
  • Associazione non riconosciuta;
  • Associazione;
  • Comitato;
  • Fondazione.


I soggetti proponenti o capofila dovranno inoltre dimostrare:

  • Un’esperienza specifica coerente con l’oggetto del Bando, documentata anche attraverso il curriculum vitae dell’ente proponente;
  • Una comprovata esperienza nel settore di almeno quattro anni;
  • Di avere sede legale in Italia.


Importo stanziato a copertura del Bando
Il finanziamento del progetto potrà essere a totale copertura dello stesso (100% del costo del progetto), oppure a parziale copertura, con una quota di cofinanziamento da parte dell’IBISG non inferiore al 60% del costo totale del progetto. L’importo totale stanziato a copertura del Bando è pari a € 350.000,00, destinati a iniziative sul territorio dell’Unione Europea, che prevedano un finanziamento minimo di € 50.000,00 e uno massimo di € 150.000,00 per ogni proposta progettuale.

Data di apertura e chiusura dell’invito
Il Bando sarà aperto dall’8 settembre 2023 alle ore 12:00 (CEST), e le proposte dovranno essere caricate sulla piattaforma gestionale entro e non oltre le ore 12:00 (CET) del 9 novembre 2023.
Tutte le proposte pervenute successivamente al termine massimo saranno considerate inammissibili.


Bando “Spazi Blu”


Area di intervento
Il presente Bando intende sostenere iniziative che presentino obiettivi individuati all’interno dell’area di intervento “Ambiente”, intesa come dimensione integrata assieme a quella economica verso la promozione di uno sviluppo sostenibile, equo e inclusivo, e per la creazione di una società capace di proteggere l’interesse delle generazioni presenti e future.

Finalità
Nella individuazione degli obiettivi del seguente Bando, l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai si è ispirato ai seguenti obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile (SDG):

  • Obiettivo 14: Vita sott’acqua – Conservazione e uso sostenibile degli oceani, dei mari e delle risorse marine per lo sviluppo sostenibile: 14.1, 14.2, 14.7, 14b;
  • Obiettivo 15: Vita sulla terra – Proteggere, ripristinare e promuovere un uso sostenibile degli ecosistemi terrestri, gestire in modo sostenibile le foreste, contrastare la desertificazione, arrestare e invertire la perdita di biodiversità: 15.5, 15.7, 15.8, 15a.

Questi obiettivi pongono l’attenzione sulla conservazione degli ecosistemi marini, la protezione della biodiversità marina, la protezione degli habitat naturali, e l’aumento dei benefici economici tramite la gestione sostenibile delle risorse marine.

Obiettivo generale
Il Bando ha come obiettivo quello di sostenere interventi che contribuiscano attivamente alle sfide del Decennio del Mare per lo sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030, promuovendo la tutela delle aree costiere e marine, valorizzando i servizi ecosistemici e le preziose risorse naturali, con particolare attenzione alla biodiversità e al patrimonio culturale tradizionale.

Destinatari finali
I progetti presentati dovranno avere come destinatari finali delle attività le aree marine e costiere, a rischio di perdita della biodiversità e vulnerabili a cambiamenti antropici; le popolazioni locali suscettibili agli effetti di tali cambiamenti a livello economico, sociale, culturale, e sulla salute e qualità della vita; con particolare attenzione ai giovani e alle competenze artigianali, artistiche e culturali del territorio.

Area geografica interessata
Italia

Tipologia di richiedenti ammissibili
Il Bando si rivolge alle realtà che intendano sviluppare una proposta progettuale coerente con i principi ispiratori dell’IBISG e gli obiettivi specifici dell’area d’intervento cui è rivolto. I soggetti ammissibili potranno presentare un progetto sia singolarmente, che in associazione/partenariato con altri soggetti. I soggetti proponenti o capofila dovranno essere organizzazioni senza scopo di lucro e/o imprese sociali aventi una delle seguenti forme giuridiche:

  • Società in accomandita per azioni;
  • Società cooperativa a responsabilità limitata;
  • Società per azioni;
  • Società a responsabilità limitata;
  • Società a responsabilità limitata specificata;
  • Associazione non riconosciuta;
  • Associazione;
  • Comitato;
  • Fondazione.


I soggetti proponenti o capofila dovranno inoltre dimostrare:

  • Un’esperienza specifica coerente con l’oggetto del Bando, documentata anche attraverso il curriculum vitae dell’ente proponente;
  • Una comprovata esperienza nel settore di almeno quattro anni;
  • Di avere sede legale in Italia.

Importo stanziato a copertura del Bando
Il finanziamento del progetto potrà essere a totale copertura dello stesso (100% del costo del progetto), oppure a parziale copertura, con una quota di cofinanziamento da parte dell’IBISG non inferiore al 60% del costo totale del progetto. L’importo totale stanziato a copertura del Bando è pari a € 350.000,00, destinati a iniziative sul territorio italiano, che prevedano un finanziamento minimo di € 50.000,00 e uno massimo di € 150.000,00 per ogni proposta progettuale.

Data di apertura e chiusura dell’invito

Il Bando sarà aperto dall’8 settembre 2023 alle ore 12:00 (CEST), e le proposte dovranno essere caricate sulla piattaforma gestionale entro e non oltre le ore 12:00 (CET) del 9 novembre 2023.
Tutte le proposte pervenute successivamente al termine massimo saranno considerate inammissibili.

Insieme per ricostruire i sogni dei giovani

Nell’ambito del progetto “Giovani neet per la sostenibilità” abbiamo intervistato Simona Fernandez, presidente dell’Associazione Salam e Sadat, un giovane beneficiario degli interventi. Il progetto ha l’obiettivo di creare opportunità di formazione e lavoro, che tutelino l’ambiente e promuovano un’economica etica, destinate ai giovani NEET dell’Appennino teramano.

Il progetto “Giovani neet per la sostenibilità” coinvolge i giovani, tra i 15 e i 29 anni, che non lavorano e non studiano al fine di sviluppare competenze che riguardano attività profondamente radicate nel territorio e attente alla tematica ambientale. Come nasce e in cosa consiste il progetto?

Il progetto intende creare tre filiere produttive sostenibili, una mellifera, una per l’elicicoltura e una casearia, in cui i giovani NEET verranno formati e inseriti lavorativamente.
L’idea è nata a seguito dei terremoti e delle grandi nevicate che hanno interessato le zone soprastanti l’Isola del Gran Sasso e il conseguente spopolamento.
Soprattutto per i giovani ci sono molte difficoltà a coltivare delle prospettive lavorative e a individuare le potenzialità presenti sul territorio.
Questi territori da sempre sono votati prevalentemente all’agricoltura e alla pastorizia, ma cercare di inserire un giovane – tra i pochi che ci sono – all’interno di tali contesti non è facile, perché loro si vedono più proiettati nelle grandi città in contesti di consumo, economia e marketing.
Il progetto finanziato con i fondi 8×1000 della Soka Gakkai parla infatti di riattivazione.
Le calamità naturali che hanno colpito la zona non solo hanno distrutto le infrastrutture ma anche la capacità dei giovani di vedere questo territorio come il proprio territorio.
Ci piace usare come metafora l’inserimento delle duecento api fatto grazie al progetto. Sappiamo che il lavoro delle api non è solo il miele, ma innanzitutto l’impollinazione, che è vitale per la rinascita del territorio.
Uno degli obiettivi del progetto è favorire la creazione di una rete in cui le esigenze dei piccoli produttori possano incontrare quelle dei giovani NEET e dei consumatori, nell’ottica di integrare, riattivare, ridurre gli sprechi e ottimizzare le materie prime. Inoltre, i prodotti delle filiere sono diffusi in punti vendita locali e sul sito e-commerce appositamente creato.
Riattivare un senso di comunità all’interno di un territorio come questo non è facile ma è sicuramente il lavoro più importante che possiamo fare. Abbiamo messo insieme circa 35 NEET che comprendono ragazzi e ragazze, migranti e italiani.
Inoltre, grazie ai fondi 8×1000 della Soka Gakkai e alla collaborazione con l’Università di Teramo, al fine di acquisire delle conoscenze in ambito agricolo, sono stati attivati dei corsi universitari in veterinaria, biotecnologie in ambiente agricolo e per la trasformazione degli alimenti.

Voi lavorate a stretto contatto con tanti e tante giovani che grazie al progetto trovano nuove speranze per il loro futuro. Quali sono gli ostacoli che riscontrate maggiormente e che minano la motivazione dei giovani? Come incoraggiarli quando non hanno prospettive per il futuro?        

Il progetto supporta uno sportello di ascolto affiancato da uno psicologo. Spesso i giovani, sia italiani che stranieri, arrivano allo sportello insoddisfatti perché hanno tentato varie volte di realizzare un loro sogno lavorativo, e talvolta per motivi economici, talaltra per la poca volontà delle famiglie di accogliere il loro sogno, si sono ritrovati ad un certo punto a screditarlo e ad abbandonarlo… da qui, anche l’amarezza di sentirsi inadeguati.
In questi casi non basta semplicemente una pacca sulla spalla.
Il progetto prevede la disposizione di doti da utilizzare per i giovani che, a seguito dei colloqui, ritrovano la motivazione per intraprendere percorsi di formazione in qualsiasi ambito, la ripresa degli studi universitari o l’avvio di un’attività commerciale. 
Per i casi più delicati c’è una presa in carico molto più profonda, fatta con l’assistente sociale. Alcuni migranti ad esempio giungono qui mandati dalle famiglie per motivi economici e qualsiasi lavoro è quello giusto. Trovano lavori in ambito agricolo dove trovano molto sfruttamento e poca dignità.
La persona non è semplicemente una macchina che lavora, quando ci sono l’amore e il rispetto per quello che si fa, la persona è capace di attivarsi a un livello più profondo e far emergere nuove risorse interiori e potenzialità inespresse fino a quel momento.
Il fatto che giovani NEET abbiano l’opportunità di studiare, significa riconoscere a quella persona delle aspettative di vita che vanno oltre “il raccogliere pomodori” immaginando che possa diventare un veterinario o un ingegnere dell’agricoltura, se lo desidera… purtroppo la discriminazione è anche il non riconoscere l’altro come portatore di valori e di conoscenze.

INTERVISTA A SADAT – GIOVANE BENEFICIARIO DEL PROGETTO

Mi chiamo Sadat, ho 23 anni e vengo dall’Afghanistan, mi interessano molto i temi legati all’agricoltura sostenibile che qui posso studiare e approfondire.
Grazie al progetto frequento un corso per migliorare la lingua italiana e sto studiando all’Università di Teramo, per me è una grande opportunità. Contemporaneamente, il progetto mi dà la possibilità di mettere in pratica ciò che studio ad esempio imparando a fare il miele o il formaggio, accumulando esperienza e acquisendo più fiducia in me stesso. Sento che sto cambiando pian piano le mie prospettive di vita.
Ho avuto un’esperienza precedente in Afghanistan, dove ho studiato per due anni Economia applicata all’agricoltura e anche lì avevamo una parte pratica.
Quando tornerò in Afghanistan condividerò i nuovi metodi di agricoltura che sto imparando, che sono diversi da quelli che usiamo noi. Il mio desiderio è riuscire a condividere l’esperienza che stiamo realizzando qui, affinché sia replicabile in altri contesti. 
Fin dalla prima volta che sono venuto qui desideravo imparare qualcosa per poi tornare nel mio Paese e condividere tutte le mie idee e i risultati. Come ho detto prima, in Afghanistan abbiamo un’agricoltura tipica, molto antica e tradizionale. Vorrei veramente ringraziare l’Associazione Salam e l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai per questa occasione.

Comunicato Stampa – Uno spazio riqualificato e un bosco per contrastare i cambiamenti climatici

Inaugurato il progetto “Da discarica a bosco urbano” finanziato con i fondi 8×1000 dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai e realizzato dall’Associazione Casale Podere Rosa. Le associazioni e i cittadini regalano al Comune e a se stessi uno spazio riqualificato e un bosco per provare a contrastare i cambiamenti climatici.

Proprio in quello che viene previsto come il giorno più caldo di sempre a Roma, martedì 18 luglio alle 18,30, verrà inaugurato uno dei primi interventi non solo progettati ma anche direttamente realizzati da associazioni e cittadini per dare risposte concrete al tema della riqualificazione delle periferie e alla lotta ai cambiamenti climatici (ingresso via del Casale di San Basilio altezza n. 82).
Il progetto “Da discarica a bosco urbano” è stato ideato e realizzato dall’associazione Casale Podere Rosa – APS, in partenariato con Parsec Agri Cultura, lanciando nel 2022 una sfida ambiziosa: rimuovere una vasta discarica di rifiuti che per decenni si era accumulata in un settore del Parco Regionale di Aguzzano e recuperare l’area piantando alberi e collocando panchine e tavoli.
Il progetto è risultato vincitore del bando dell’Otto per Mille dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, che ha riconosciuto la valenza dell’intervento e sostenuto con i propri fondi la
realizzazione.
La realizzazione è stato frutto di un importante percorso partecipativo che ha coinvolto i cittadini e associazioni, l’amministrazione (Assessorato Ambiente Roma Capitale, Municipio IV) che ha contribuito, in una innovativa forma di collaborazioni tra associazioni e amministrazione alla riuscita dell’intervento e all’ente gestore del parco, RomaNatura.
La sfida è stata vinta, l’area viene riconsegnata innanzitutto ai cittadini, alle scolaresche e a quanti adesso la possono utilizzare: due ettari, per tanto tempo considerati zona abbandonata, impraticabile, pericolosa e preclusa alla pubblica fruizione, possono adesso tornare ad essere considerati a pieno titolo parte integrante del parco, ricostituendo anche un percorso per spostarsi a piedi o in bicicletta da San Basilio a Rebibbia. Viene riconsegnata a Roma Capitale, al Municipio IV, e all’ente gestore RomaNatura, con la speranza che sappiano apprezzare lo sforzo dei cittadini per la cura del territorio.
Un piccolo ma importante contributo nella riqualificazione delle periferie, mentre siamo ben consapevoli del valore simbolico e didattico del bosco rispetto ai cambiamenti climatici, dove in assenza di politiche radicalmente diverse il record di caldo di questi giorni sarà rapidamente superato con le conseguenze ambientali e sui cittadini ormai drammaticamente evidente.
Il progetto ha previsto la bonifica dell’area utilizzata in passato come discarica di inerti tanto da modificarne l’orografia, la piantumazione di un bosco di 200 esemplari tra alberi e arbusti, la sistemazione di arredi, pannelli informativi e il ripristino del sentiero che attraversa l’area.
Il lavoro tuttavia non è terminato. Inizia adesso l’opera di manutenzione e valorizzazione che comprende tanti “piccoli “ interventi che si protrarranno nel tempo: lo sfalcio dell’erba nei periodi ecologicamente più idonei, l’irrigazione degli alberi, il controllo dei fitoparassiti e la sostituzione delle piante che si seccheranno, la pulizia del terreno, la cura degli arredi, la presenza e la vigilanza, l’organizzazione delle visite guidate e della didattica ambientale, le attività di ricerca scientifica e di valutazione dei servizi ecosistemici. Adesso è veramente necessario che collaborino fra di loro l’amministrazione di prossimità, l’ente gestore, la comunità locale, il mondo scientifico, perché… IL PARCO CONTA!

Leggi il comunicato stampa di Casale Podere Rosa

Un continente dalle enormi potenzialità

Nell’ambito del progetto “Energia solare in Mozambico” promosso da AVSI e finanziato con i fondi 8×1000 dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, abbiamo intervistato Francesca Oliva esperta di AVSI per l’accesso all’energia. Il progetto mira a favorire lo sviluppo economico delle popolazioni rurali in Mozambico attraverso l’accesso all’energia rinnovabile.

Il Mozambico è uno dei paesi più poveri del mondo. L’energia è il mezzo per sviluppare sostenibilità economica, ambientale e sociale. Potrebbe descriverci la situazione attuale soprattutto per quanto riguarda l’accesso all’energia da parte popolazione e quali sono le maggiori difficoltà da superare?

In Africa circa 600 milioni di persone non hanno accesso all’energia. Il Mozambico è uno dei paesi dove la percentuale di persone che ha accesso all’energia elettrica è molto bassa e l’obiettivo statale di raggiungere il 100% delle persone entro il 2030 è molto lontano. Adesso siamo al 40% nelle città e circa al 4% nelle zone rurali.
Il Ministero dell’energia ha pianificato un’accelerazione nel processo di estensione della rete nazionale elettrica; tuttavia, l’accesso all’energia avverrà anche attraverso sistemi che chiamiamo off grid (lontani dalla rete nazionale). Rientrano in questa categoria: i sistemi solari domestici che sono dei sistemi comprendenti pannelli e batterie che si installano sui tetti delle case e danno possibilità di avere delle luci e delle prese per la carica di piccolissimi elettrodomestici, le mini reti che possono dare elettricità a un villaggio intero e altri sistemi che possono dare elettricità a delle attività produttive.
La rete nazionale difficilmente arriverà a coprire l’intera superficie del Mozambico prima del 2030, per tale ragione il progetto finanziato con i fondi 8×1000 della Soka Gakkai che si concentra su queste tecnologie off grid è molto importante.
Fra le maggiori difficoltà all’accesso di energia c’è sicuramente un’assenza di capitali, il bisogno di infrastrutture costose, materiali e macchinari; la stessa rete nazionale non viene estesa per mancanza di soldi e anche perché il Mozambico è molto grande.
Esistono sul mercato le tecnologie off grid ma per le famiglie è costoso accedervi e le priorità per loro sono altre come l’alimentazione, l’educazione e le spese sanitarie. È difficile che si scelga di acquistare un sistema di questo tipo.
Sono in corso di approvazione leggi che permettono al sistema privato e alle aziende di poter investire nel settore dell’energia e vendere l’elettricità. Ci si aspetta che così facendo si riesca a raggiungere più velocemente l’obiettivo della piena elettrificazione.

Il Mozambico è lo stato africano con i minori investimenti in energie rinnovabili. In cosa consiste il progetto “Accesso a fonti di energia solare per Mpaca-Cabo Delgado, Mozambico”?

Grazie al progetto finanziato dall’Istituto Buddista Soka Gakkai è stato possibile realizzare una serie di interventi integrati per l’accesso all’energia elettrica in una zona molto isolata che tra l’altro purtroppo è stata interessata recentemente da attacchi terroristici… Si tratta di Mpaca-Cabo Delgado, un villaggio abbastanza grande dove ci sono svariate attività agricole.
AVSI aveva già costruito una mini-rete che porta l’elettricità alla maggior parte del villaggio ma restavano escluse diverse famiglie. Con il progetto 185 famiglie hanno potuto ricevere sistemi solari domestici per avere l’elettricità durante tutto il giorno, utilizzare piccoli elettrodomestici e la luce di notte… una cosa che non era possibile prima. Creiamo uno scambio e un dialogo con le famiglie che ricevono questi strumenti perché è importante che i beneficiari mostrino una motivazione a volerli installare e utilizzare.
Il progetto ha supportato anche l’avvio di attività economiche a favore di quindici imprenditori e imprenditrici, che sono stati selezionati tra sessanta proposte, in base a motivazione, capacità e utilità della loro attività per tutta la comunità.
Una terza componente del progetto è stata mettere ancora più in sicurezza e rendere più performante la rete già esistente, aggiungendo un parafulmine per tutta la rete. Sono state installate anche le luci pubbliche notturne, aumentando la sicurezza nella zona.
In futuro sarà possibile integrare la rete nazionale con tutti questi sistemi senza dispersione di generazione.

Il progetto riguarda sia la formazione all’imprenditorialità e la gestione d’impresa, sia l’accesso alla microfinanza e a forme di risparmio e microcredito al fine di sostenere la creazione di piccole imprese da parte di donne e giovani nella zona. Può condividere qualche testimonianza?

Portare l’elettricità in un villaggio non genera automaticamente un impatto, il fatto di non avere formazione oppure elettrodomestici e macchinari da utilizzare, rappresenta un ostacolo.
In Mozambico c’è una scarsità di microfinanza e di meccanismi comunitari di risparmio per tale ragione il progetto promuove dei gruppi di risparmio formati attraverso una metodologia consolidata dal ‘92.
Il sistema prevede che un gruppo di persone inserisca dentro una cassetta i propri risparmi, cassetta che viene aperta soltanto dopo 9/12 mesi.
Durante questi mesi è possibile per i membri, a turno, prendere delle somme in prestito per iniziare un’attività produttiva, pagare le tasse scolastiche, delle emergenze, somme che però devono restituire con un interesse stabilito dal gruppo. Quindi alla fine dei nove mesi ci sono più soldi dentro la cassetta da ridistribuire tra i partecipanti.
Tendenzialmente supportiamo le persone a utilizzare quel denaro per iniziare delle attività che poi creino una sostenibilità successiva nella generazione di un reddito. Sono stati coinvolti a oggi circa 300 risparmiatori, ognuno con le rispettive famiglie. Inoltre, formiamo delle persone che formeranno a loro volta altri gruppi di risparmio.
Laura ad esempio, è una ragazza che è stata formata per creare dei gruppi di risparmio e oltre ad avere un maggiore reddito ha ottenuto il riconoscimento nella comunità per le competenze che ha sviluppato. Per le persone più povere ed emarginate avere un ruolo nella comunità è molto importante.
Armando invece è stato uno dei beneficiari della formazione all’imprenditorialità. Aveva già un piccolo negozio dove vendeva cibo di prima necessità, sapone, farina, ecc. Ha ottenuto un refrigeratore attraverso il quale adesso può vendere delle bevande e conservare gli alimenti agricoli di zona. Ha anche acquistato un televisore con cui farà attività di cinema, karaoke e intrattenimento con cui offre un servizio alla comunità.

Il presidente della Soka Gakkai Internazionale, Daisaku Ikeda, parla dell’Africa come il continente del XXI secolo, individuando la necessità di far sì che possa manifestare tutto il suo potenziale e curare le ferite inferte anche dai paesi più sviluppati per interi secoli. Cosa significa per voi stare al fianco delle persone incoraggiando il loro empowerment?

Siamo perfettamente d’accordo con questa visione, l’Africa ha un enorme potenziale. Purtroppo, ciò che arriva attraverso la televisione e le informazioni, soprattutto in Italia, è il contrario: un continente pieno di disperazione, povertà e disgrazie.
Ci sono tanti giovani ed energie nuove; guardando all’ambito dell’imprenditorialità troviamo tantissime start up e giovani che danno avvio ad attività economiche. C’è un tasso di imprenditorialità elevatissimo che in Italia ci sogniamo.
Ci sono fondi d’investimento che si stanno interessando sempre più all’Africa, che spesso finanziano iniziative innovative ideate totalmente a livello locale, a dimostrazione che le soluzioni per lo sviluppo del continente si possono trovare nel continente stesso e non solo nel trasferimento tecnologico dall’occidente.
Questa è un’altra cosa che non ci stancheremo mai di dire: Ci sono soluzioni che devono essere pensate per un continente diverso dal nostro, dove lo sviluppo non necessariamente seguirà il corso del nostro sviluppo e dove ci sono tutti i mezzi, le conoscenze e anche le tecnologie per poter creare prodotti e servizi che vadano bene per quelle popolazioni.
Questo sta avvenendo. Noi vediamo tanta energia, tanta potenzialità di sviluppo. Molte si stanno già manifestando, si tratta solo di volerle guardare.

 

Comunicato stampa – Il diritto alla salute è un diritto umano fondamentale

15 giugno, ore 20,30 – Città dell’Altra Economia – Roma

La musica dei Mish Mash accompagna le riflessioni della Comunità di S. Egidio e dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai

La Comunità di Sant’Egidio e l’Istituto Buddista Soka Gakkai invitano le cittadine e i cittadini domani, giovedì 15 giugno, alle ore 20.30 presso la Città dell’Altra Economia in Largo Dino Frisullo a Roma per l’evento “Il diritto alla salute è un diritto umano fondamentale” all’interno della cornice ‘Testaccio Estate’.

Ad accoglierti saranno i suoni e le voci dei ‘Mish Mash’, gruppo musicale unico nel suo genere che unisce tradizioni popolari, musica classica e intercultura.

L’evento, a ingresso libero, sarà presentato da Bruno Crucitti.

Stefano Orlando, rappresentante della Comunità di Sant’Egidio e Gianna Iasilli, coordinatrice del Programma sanitario DREAM in Mozambico, condivideranno attraverso racconti e aneddoti il lungo percorso intrapreso dalla Comunità in Africa, dalla pace in Mozambico alla nascita del Programma DREAM e le complesse questioni legate alla salute nel continente. Chiara De Paoli e Valerio Baci, rappresentanti dell’Istituto Soka Gakkai, condivideranno l’impegno dell’ente al fianco di diverse realtà che operano nel sociale.  

L’iniziativa proseguirà con le letture di storie significative interpretate dagli attori Cecilia Zingaro e Giulio Forges.

Infine, attraverso i loro racconti, avremo l’opportunità di conoscere le diverse influenze culturali, musicali e religiose dei Mish Mash.

La serata si concluderà con una performance musicale dei Mish Mash.

Comunicato Stampa — Impegnato un milione di euro per progetti a protezione dell’ambiente

Giornata mondiale per l’ambiente: l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai impegna un milione di euro per progetti a protezione dell’ambiente. Oltre un milione già erogato nel 2021 e 2022. Lanciata la campagna “Cambio io cambia il mondo”.

In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, per ribadire il suo impegno a favore dell’ambiente, l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai per il 2023 ha deciso di annunciare che destinerà un milione di euro, nell’ambito della programmazione dei fondi dell’8×1000, a iniziative legate all’area ambiente. Cifra che si aggiunge agli 1.7 milioni di euro (sempre dei fondi 8×1000), erogati nelle campagne 2021 e 2022 per progetti sull’ambiente.

In occasione di questa giornata mondiale, l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai rilancia il suo impegno a promuovere in ogni persona la consapevolezza di essere agenti di cambiamento nell’affrontare sfide come i mutamenti climatici e la protezione dell’ambiente.
Tutto questo nella profonda consapevolezza che il futuro che desideriamo può essere realizzato solo quando c’è una comprensione personale profonda del fatto che siamo noi stessi a dover tradurre in azioni concrete i valori di sostenibilità e preservazione del nostro pianeta.

Sostenendo il valore dell’umanesimo buddista come principio ispiratore, l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai ha destinato i fondi dell’8×1000 a sostenere attività sociali e umanitarie nelle principali aree di intervento: i diritti umani, l’educazione, l’ambiente, la cultura e la ricerca. Queste aree, strettamente interconnesse, riflettono l’impegno dell’associazione nel rispetto per la dignità della vita in ogni sua forma.

Come ribadito dal maestro Daisaku Ikeda, presidente della Soka Gakkai Internazionale, é importante che ogni individuo sia incoraggiato a nutrire un senso di leadership capace di generare onde di cambiamento in seno alle nostre comunità e società. Solo allora potremo realizzare l’obiettivo di una società globale sostenibile in cui sia riconosciuta suprema importanza alla dignità innata della vita.

I progetti sull’ambiente promossi dall’associazione sono diversificati e mirano a raggiungere obiettivi significativi. Il progetto “Climate Change? Claim the Change!” promosso dalla Fondazione ACRA si propone di promuovere una scuola più inclusiva e consapevole delle dinamiche globali, ripensandola nel contesto post emergenza Covid-19. E con “Agiamo per cambiare!” sempre in collaborazione con la Fondazione ACRA, si mira a rafforzare la coscienza ambientale delle giovani generazioni. “Il verde in città” si propone di rigenerare aree verdi in disuso per trasformarle in spazi pubblici a beneficio dei cittadini di Bologna. “ALL – Agro Living Lab Ponticelli” punta a creare nuovi spazi verdi di inclusione, condivisione e cittadinanza attiva in Campania.

Un altro progetto, “AGES – Agroforesta Ecologica Sociale”, si concentra sull’implementazione di un sistema agroforestale su terreni confiscati alla criminalità organizzata. “Giovani NEET per la sostenibilità” in collaborazione con l’Associazione Salam, promuove la partecipazione dei giovani in ambiti sociali e lavorativi legati alla sostenibilità.

L’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai si impegna anche in progetti internazionali, come “Fotovoltaico sostenibile in Burundi” per garantire alle comunità locali l’accesso all’energia e all’acqua potabile, e “Energia solare in Mozambico” per favorire lo sviluppo economico delle popolazioni rurali in Africa attraverso l’accesso all’energia rinnovabile.

Inoltre, il progetto “Ancora natura per il Col di Lana” si propone di ricostruire la foresta distrutta dalla tempesta Vaia, un simbolo dei danni causati dal riscaldamento globale in Italia.

Altri progetti comprendono “Da discarica a bosco urbano” per bonificare e restituire ai cittadini il parco regionale di Aguzzano, “Habitat”, nel salernitano, per costruire un luogo innovativo ed inclusivo attraverso il recupero di terreni abbandonati.

Infine, l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai ha realizzato la campagna “Cambio io, cambia il mondo: pensare globalmente, cambiare interiormente, agire localmente” che ha come obiettivo la trasformazione individuale per realizzare azioni nella propria comunità che portino a un impegno in prima persona sulle grandi sfide del nostro tempo come, appunto, la crisi climatica, in linea con gli obiettivi per lo sviluppo sostenibile dell’agenda ONU 2030.

Per ulteriori informazioni sui progetti dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai e sulle iniziative in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente: https://ottopermille.sokagakkai.it/

Campagna Cambio io Cambia il mondo: https://www.ereditadellavita.it/

Contatti per i media:
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La forza della diversità

In occasione della Giornata mondiale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia – che ricorre il 17 maggio – abbiamo intervistato Alessandra Rossi, Coordinatrice Gay Help Line, e Marina Marini, di Refuge LGBT+, per il progetto “Accoglienza per LGBT+ vittime di violenza” finanziato con i fondi 8×1000 della Soka Gakkai.
Il progetto sostiene giovani di età compresa fra 16 e 26 anni, mandati via di casa o vittime di violenza e maltrattamenti all’interno del proprio contesto familiare, in quanto persone LGBT+

Il 17 maggio del 1990 fu cancellata la parola omosessualità dall’elenco dell’OMS (Organizzazione mondiale della sanità) delle malattie mentali e per questo è stato scelto come Giornata mondiale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia. Com’è in Italia la situazione attuale e quali sono gli aspetti più importanti su cui concentrarci nella lotta contro l’omobitransfobia?

Attraverso il Gay center ogni giorno ascoltiamo tante storie ed è come se avessimo un barometro di tutto quello che succede nella società su questa tematica. 
Il 17 maggio è una data significativa perché è stato riconosciuto che la dimensione clinica non è accostabile a un orientamento non eterosessuale.
All’interno della società c’è ancora una forte pressione basata su stereotipi e pregiudizi che condiziona le relazioni e il nostro modo di pensare. Infatti, il non essere “previsti” e il dover affrontare l’ostacolo del coming out da cui spesso scaturisce una reazione di rifiuto, ha un impatto a 360 gradi sulla persona. Definire la propria identità sessuale non è qualcosa di collaterale.
Non avere la possibilità di farlo significa non riconoscersi pienamente all’interno della società come una persona portatrice di un sistema valido e condivisibile, sul lavoro, nelle relazioni familiari o nella dimensione sociale pubblica.
Impatta anche nella dimensione del linguaggio, perché le parole stesse con cui veniamo accolti in ogni contesto tendono ad essere escludenti. E a partire proprio dal linguaggio, ognuno di noi può fare sempre qualcosa per combattere l’omofobia.

L’azione per contrastare l’omofobia presuppone una sensibilizzazione verso un numero sempre maggiore di persone. Qual è la vostra mission come Gay Center/Gay Help Line? 

Il Gay center è un posto sicuro in cui imparare a esprimere se stessi come persone LGBT+ e valorizzare la narrazione di sé, in cui trovare qualcuno che riconosca i propri bisogni e che possa essere un accompagnamento negli spazi della società.
Ad esempio, se al momento del coming out c’è una situazione di rifiuto, è proprio sul contesto che è importante lavorare. La nostra missione è sensibilizzare ogni persona, perché non è vero che se non siamo persone LGBT+ certe tematiche non ci riguardano: riguardano tutti e tutte. 
La nostra mission è lavorare su una dimensione egualitaria, poiché l’importante è essere tutti uguali nell’esprimere le nostre differenze, nel poterle rivendicare e vivere.
Nel Gay center sosteniamo le persone LGBT+ intercettando le loro richieste di aiuto e cerchiamo di rispondere con il supporto in vari ambiti: legale, counseling, salute di identità e di genere, la medicina di genere, la salute femminile, ecc.

Refuge LGBT è la prima casa di accoglienza per giovani LGBT+ vittime di omofobia, bifobia e transfobia in famiglia che hanno subito violenza e sono stati abbandonati dalle proprie famiglie. Offre rifugio, supporto psicologico/legale e supporta il giovane nell’avvio dell’autonomia. Come e perché nasce il progetto?

La discriminazione subita in famiglia come primo luogo di accoglienza ovviamente è quella più traumatica. In alcuni casi succede che i ragazzi o le ragazze siano allontanati da casa o costretti ad allontanarsi.
Refuge è un rifugio inteso come un luogo di accoglienza, protezione e sicurezza, in cui offriamo servizi per ragazzi e ragazze dai 16 ai 26 anni che hanno subìto discriminazione o violenza, sia psicologica che fisica, in famiglia. Viene portata avanti una mediazione familiare volta a riallacciare i legami e ricostruire il tessuto di fiducia. Per tale ragione è fondamentale avere un supporto continuo al fine di creare veramente un legame in famiglia o comunque per non romperlo del tutto.
La famiglia rimane un luogo sicuro a cui tutte le persone ambiscono tornare. Refuge non si pone come un’alternativa alla famiglia ma sostiene il recupero dei rapporti familiari con la pratica della mediazione familiare. 
Quando incontriamo i genitori, la prima cosa che emerge è la paura che nasce dall’immaginario, dalla proiezione che si fanno del figlio o della figlia. Noi diamo informazioni che siano scientificamente sostanziali perché molto spesso quello che fanno i genitori è cercare una conferma di ciò che loro già temono. 
Li supportiamo nel decostruire questo immaginario spaventoso riguardo ciò che sarà il futuro dei figli o delle figlie, per aiutarli a fare un percorso che li porti a ritenere possibile per loro un futuro felice.
Ciò che facciamo è contenere la paura e trasformarla in una possibilità positiva dell’essere.

Gay Help Line è il contact center nazionale per persone gay, lesbiche, bisex e trans. Oltre a gestire casi di discriminazione, di violenze e di bullismo, rappresenta un punto di ascolto per chi è in difficoltà. Il Ministero delle Pari Opportunità ha citato Gay Help Line nel “Libro bianco dei servizi” come punto di riferimento per la comunità LGBT+ Italiana. In cosa consiste questo servizio? 

Il servizio Gay help line è attivo dal lunedì al sabato dalle 16 alle 20, tutti i giorni siamo qui per rendere disponibile una via telefonica, una chat per consentire alle persone quelle cose che altrove non direbbero. L’ascolto è il valore aggiunto del servizio.
Dai racconti si apprende che c’è tanto di non visto che merita invece di essere visibile, ricostruito, aiutato a essere rappresentato in ogni contesto. Nel nostro Paese è assente una legge contro l’omobitransfobia e questo in qualche modo “spunta le nostre armi”, perché ogni volta che c’è qualcuno che viene attaccato in ragione del suo orientamento sessuale e della sua identità di genere non esiste una tutela specifica, non viene riconosciuto il suo diritto ad essere difeso in quanto persona omosessuale o transgender. E questa è una ferita che ci portiamo dentro inevitabilmente. 
Noi lavoriamo sulla dimensione sociale oltre che legale. Essere oggetto di forme di marginalizzazione significa non avere le stesse possibilità degli altri in termini professionali, di vita e di relazione. Contrastiamo questa discriminazione, per esempio, quando ci impegniamo a far avere una residenza fittizia grazie all’aiuto delle amministrazioni, perché magari nelle proprie case non sono al sicuro.

Rispetto ai servizi, come si inserisce e quanto è importante il contributo dei fondi 8×1000 dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai?

All’interno della casa famiglia Refuge noi assicuriamo una serie di beni primari e secondari alle persone, che hanno un costo. A volte i ragazzi e le ragazze, costretti a lasciare velocemente la loro casa, arrivano da noi senza gli occhiali o l’apparecchio per i denti. 
Va ricreato lo zaino per la scuola, il telefono, il computer… ovviamente, molto spesso abbassando gli standard a cui molti sono abituati. I supporti finanziari pubblici e statali arrivano dopo mesi. 
Alcune persone vengono mandate via di casa a 14 anni e il rischio è quello di entrare in brutti giri, finiscono in case famiglie che non sono adeguate ad accoglierle e quindi scappano da una casa all’altra, non vanno più a scuola e quando arrivano a 18 anni finiscono in mezzo alla strada. 
Finora per lo più accoglievamo nella casa famiglia ragazzi e ragazze maggiorenni, adesso stiamo iniziando ad accogliere anche minori, questo è un segno di grande cambiamento dei tempi perché vent’anni fa non ci avrebbero mai affidato minori.
Ovviamente il contributo della Soka Gakkai non è importante, ma importantissimo perché ci permette di fare tutto quello che abbiamo raccontato, e tante altre cose. 
La nostra è un’associazione di persone per le persone e ciò che facciamo parte prima di tutto dal nostro desiderio di affiancarle nelle vicissitudini quotidiane, perché lì fuori non tutto è così facile. 
Già è difficile in generale, e ancora di più per chi deve affermare la propria identità di genere o orientamento sessuale, perché le discriminazioni lo sappiamo, si sommano.
Siamo convinti che la diversità sia un punto di forza e perciò siamo determinati a diffondere questa convinzione tra le persone, al fine di realizzare una società inclusiva.

Puoi destinare il tuo 8×1000 all’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai

È possibile destinare l’8×1000 dell’IRPEF all’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, come previsto dall’art. 18 L. 130/2016, con apposita sottoscrizione nella dichiarazione dei redditi (Certificazione Unica, Modello 730 o Modello Unico). 
Nella sezione dedicata alla scelta del destinatario del proprio 8×1000, è sufficiente selezionare la casella corrispondente; non viene richiesto il codice fiscale del destinatario.

Abbracciando il valore dell’umanesimo buddista come principio ispiratore, l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, in coerenza con la delibera del Consiglio Nazionale del 2 ottobre 2016, ha deciso di destinare l’8×1000 a sostegno di attività sociali e umanitarie.

Sulla base degli indirizzi di programmazione per l’utilizzo dei fondi 8×1000 del 2023, le aree di intervento su cui verranno orientati lo sviluppo e il finanziamento dei nuovi progetti sono: Diritti Umani, Educazione, Ambiente e Cultura.

Mantenendo una forte attenzione ai princìpi guida della Soka Gakkai, sono stati individuati come obiettivi prioritari l’educazione ai diritti umani, la tutela dell’ambiente e il disarmo, con particolare attenzione alle fasce sociali più fragili e alla creazione di reti di solidarietà.

Community matching: rifugiati e comunità insieme per l’integrazione

Il progetto, avviato nel 2022, promuove l’incontro tra rifugiati e comunità locali in 10 città italiane con l’obiettivo di creare comunità più inclusive e favorire i percorsi di integrazione.

I risultati del programma Community Matching sono stati presentati oggi nel corso di una conferenza che si è tenuta a Palazzo Merulana a Roma. Il progetto, avviato nel 2022, promuove l’incontro tra rifugiati e comunità locali in 10 città italiane con l’obiettivo di creare comunità più inclusive e favorire i percorsi di integrazione.

L’UNHCR, l’Agenzia ONU per i rifugiati, insieme ai partner Ciac e Refugees Welcome Italia, ha avviato il progetto grazie al sostegno dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai attraverso i fondi 8×1000. Al 31 dicembre 2022 sono stati 358 i match avviati, coinvolgendo persone di 41 nazionalità. Il programma è attivo nelle città di Bari, Bergamo, Bologna, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Parma, Roma e Torino, molti dei Comuni con cui l’UNHCR ha sviluppato importanti collaborazioni nell’ambito della Carta dell’Integrazione. L’impatto del progetto è stato misurato attraverso una ricerca che ha riguardato 115 match e ha confermato l’impatto positivo su tutti gli aspetti della vita dei protagonisti, dalla stabilizzazione lavorativa a quella abitativa, dalla salute al senso di sicurezza, dall’apprendimento della lingua, all’orientamento ai servizi e al territorio.

“La mia vita è cambiata. Così come dai accoglienza, come dai corsi di italiano, ogni rifugiato dovrebbe avere un buddy. Dovrebbe essere offerto nei percorsi d’integrazione a tutti” ha condiviso Abdulrahman Shabanah, un rifugiato residente a Roma che partecipa al programma.

I dati evidenziano infatti che, a distanza di solo sei mesi dall’avvio del percorso, il 50% dei rifugiati ha migliorato il livello di conoscenza della lingua italiana. Anche dal punto di vista della stabilità abitativa e lavorativa si è registrato un significativo miglioramento, con un aumento del 25% delle persone che hanno trovato un lavoro e del 17% di persone che hanno registrato un contratto di affitto. Infine, l’86% dei rifugiati ha riportato un aumento del loro benessere generale dovuto alle relazioni costruite attraverso il Community Matching.

“Siamo grati all’Istituto Buddista Italiano che attraverso i fondi 8×1000 ci ha permesso di realizzare il progetto Community Matching. I risultati presentati oggi ci confermano l’importanza delle relazioni sociali nel favorire l’inclusione dei rifugiati nelle comunità che li accolgono. Il programma permette loro di diventare autonomi e di contribuire all’economia come consumatori, lavoratori e imprenditori. Questo non può che portare benessere a tutta la comunità”.  Chiara Cardoletti, Rappresentante UNHCR per l’Italia, la Santa Sede e San Marino.

“Siamo orgogliosi di sostenere il progetto “Community Matching” dell’UNHCR, poiché siamo fermamente convinti che l’inclusione sociale degli stranieri e dei rifugiati sia un valore fondamentale per la nostra società. Il buddismo insegna l’importanza dell’integrazione delle differenze e della convivenza pacifica tra culture diverse, ed è per questo che ci impegniamo a promuovere la solidarietà e il rispetto tra le persone di tutto il mondo. I risultati raggiunti finora dal progetto sono molto rassicuranti, e ci confermano la possibilità di raggiungere gli obiettivi che abbiamo condiviso”. Anna Conti, Presidente della Commissione 8×1000 dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai.

“Riteniamo questo programma una realtà concreta che cambia la vita delle persone che vi partecipano. Sperimentiamo da diversi anni programmi come questo e non avremmo mai immaginato un simile sviluppo. È un progetto che unisce la protezione sociale, che solo le relazioni interpersonali sanno garantire specie di fronte a leggi ingiuste e discriminatorie, con una dimensione sociale che riguarda tutti. L’obiettivo è contrastare l’isolamento delle persone e l’individualismo sociale, generando nuove forme di socialità”. Michele Rossi, direttore di Ciac.

“Sono le relazioni significative che consentono a una persona di fiorire di nuovo, pur dopo molte difficoltà legate ai traumi di una migrazione forzata. Facilitare la nascita di questi rapporti di amicizia e sostegno reciproco, che altrimenti non esisterebbero, è il senso del nostro lavoro”. Fabiana Musicco, direttrice Refugees Welcome Italia.

I materiali stampa possono essere scaricati a questo link: https://we.tl/t-Dy69XYABZa 

Il report del progetto è consultabile QUI.

Comunicato Stampa — ActionAid e Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai

Prevenire e contrastare la violenza di genere tra adolescenti: ActionAid e l’Istituto Buddista italiano Soka Gakkai lanciano il progetto Youth for Love Italia. Il progetto si rivolge a 300 studenti e 100 docenti e rappresentanti delle istituzioni ed è attivo nelle scuole di Calabria, Lazio, Lombardia e Sicilia offrendo percorsi di sensibilizzazione e rafforzamento delle competenze per contrastare bullismo e violenza fra pari.

I fenomeni di violenza tra pari, online e offline, colpiscono spesso soggetti più vulnerabili e a rischio discriminazioni a causa dell’orientamento sessuale, del genere, di vulnerabilità fisiche o cognitive e delle origini. La violenza – anche quella giovanile – può assumere molte forme, tra cui quelle fisica, verbale, psicologica e sessuale.  

Con l’obiettivo di offrire percorsi di sensibilizzazione e di rafforzamento delle proprie competenze a studenti, docenti e personale scolastico, ActionAid in collaborazione con l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai lancia Youth For Love Italia, un progetto che nel corso di un anno coinvolgerà le scuole secondarie di I e II grado di Calabria, Lazio, Lombardia e Sicilia. Attraverso la metodologia del Whole School Approach, che punta a rafforzare gli spazi di partecipazione nella scuola per migliorare il benessere e la salute degli studenti richiamando alla responsabilità educativa ogni soggetto della comunità scolastica ed educante, più di 300 studenti e oltre 100 tra docenti e rappresentanti delle istituzioni saranno chiamati ad apprendere nuovi modi e strategie per affrontare, gestire e prevenire la violenza fra i giovani. Inoltre, gli studenti delle scuole coinvolte potranno sperimentare ambienti e modalità di apprendimento partecipativi e innovativi per rafforzare le loro competenze individuali.  

L’Organizzazione Mondiale della Sanità riconosce la violenza giovanile come un importante problema di salute pubblica. Secondo i dati della piattaforma ELISA, strumento di monitoraggio finanziato dal MIUR, nel 2021-22, il 22,3% degli studenti ha dichiarato di essere stato vittima di bullismo mentre il 18,2% ha preso attivamente parte a episodi di bullismo verso un compagno o una compagna. L’8,4% di studenti e studentesse ha subito episodi di cyberbullismo. Il 7% risulta aver subito prepotenze a causa del proprio background etnico, il 6,4% di tipo omofobico, mentre il 5,4% risulta aver subito bullismo per una propria disabilità. 

“Gran parte di questi fenomeni spesso non emerge e resta all’oscuro della scuola e dei docenti. La sfida che portiamo avanti con Youth for Love Italia è quella di prevenire e combattere la violenza in tutte le sue forme aiutando proprio i giovani e i loro insegnanti a riconoscere determinati segnali e a intervenire facendo emergere e lavorando sulle cause profonde dei comportamenti discriminatori, del bullismo e della violenza nelle sue diverse forme in modo da poterli affrontare non in modo punitivo ma nell’ ottica di rispetto dei diritti e anche della privacy di ogni studente” dichiara Maria Sole Piccioli, Responsabile Education di ActionAid.  

“L’educazione è tra i valori fondanti della nostra organizzazione e ricopre un ruolo fondamentale nel nostro operato. Il buddismo la intende come una forza trasformativa capace di liberare le persone dal senso di impotenza e sfiducia, facendo emergere e valorizzando il potenziale positivo insito in ognuna. Siamo dunque felici di poter sostenere un’azione educativa di così ampio raggio, che parte dalle giovani generazioni ed è in grado di contribuire alla costruzione di un futuro libero da ogni forma di violenza” afferma Valerio Baci, membro della Commissione 8×1000 dell’IBISG. 

Youth For Love Italia è realizzato attraverso i fondi 8×1000 dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai e si ispira al progetto più ampio che ActionAid implementa in partenariato dal 2019, attraverso un programma educativo integrato nelle scuole superiori di quattro Paesi europei (Italia, Grecia, Belgio e Romania) e punta a creare percorsi di sensibilizzazione ed empowerment differenziati per target, aumentare consapevolezza e competenze al fine di prevenire e contrastare la violenza tra pari e di genere nella scuola e sul territorio, ponendo al tempo stesso le basi per una co-progettazione a livello territoriale che coinvolga e renda protagonisti di azioni peer to peer gli adolescenti e la comunità educante. 

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